martedì 11 marzo 2014

L'inizio del viaggio... Un'isola che affonda. Sarà ben augurante?


Bene è ora di iniziare.... 
Prima di tutto, vorrei ringraziare Andrea Dado e il suo blog (http://dadocritico.blogspot.it/ ) sia per le risate che mi sa regalare con i suoi post sia per l'idea dalla quale prende vita questo blog.
Per lavoro passo in macchina l'80% del tempo e spesso mi trovo in anticipo per appuntamenti o con pause pranzo da passare in autogrill con la compagnia di qualche regolamento o gioco da testare in vista della serata ludica del mercoledì (le altre sere, quando non mi addormento alle 20.00, faccio il compagno ed il papà di un bimbo di 3 anni, già arruolato per il lancio dei dadi).
Così nasce questo blog che vuole essere un divano comodo dove spiegare giochi con video traballanti fatti nei luoghi più improbabili e raccontare le serate tra amici passate in associazione ( http://www.strategicamente.org/ ). Se volete fermarvi mettetevi comodi, prendete una birra e condividete le vostre opinioni.
Nei giochi così come a tavola sono onnivoro, passo dai filler ai cooperativi (ma non ditelo in associazione dove sono banditi dallo statuto), dai tedesconi che non perdonano il minimo errore ai giochi pieni di dadi, casualità e king making.
In attesa della prima occasione buona per inaugurare la sezione video, ho caricato in macchina Forbidden Island un gioco cooperativo da 1 a 4 giocatori.
Ritenuto da molti (con cognizione di causa) il fratello minore di pandemia, L'isola proibita (questo il nome della versione italiana) è un gioco che è entrato a piccoli passi nelle mie grazie, è stato timido, comprensivo e paziente.
Durante la Partita, ogni giocatore parte con uno dei personaggi disponibili (tutti con poteri speciali differenti) e deve cercare di evitare che l'isola affondi prima di aver recuperato le 4 reliquie degli elementi e di essere fuggito a bordo dell'elicottero.
Al proprio turno ogni giocatore ha 3 azioni da spendere tra lo spostarsi, il far riemergere le isole parzialmente sommerse, lo scambiare carte con altri giocatori sulla stessa isola o il reclamare una reliquia consegnando un set di 4 carte dello stesso tipo su una delle isole preposte (2 per ogni reliquia).
Dopo il turno di ogni giocatore, che si conclude con la pesca di 2 carte del mazzo (tutte positive tranne le carte che innalzano il livello dell'acqua), ci sarà la fase di affondamento dell'isola dove verranno pescate tante carte quante indicato dal livello attuale dell'acqua che faranno affondare le rispettive isole disegnate. 

Il bello della meccanica è che non tutte le isole saranno ugualmente importanti per cui spesso vi capiterà di dover scegliere di sacrificare alcune isole per salvarne altre vitali oppure prendere dei rischi pur di recuperare una reliquia (insomma le scelte non saranno sempre scontate o obbligate). In più il fattore randomico dato dalla pesca delle carte diventerà sempre più controllabile in quanto le tessere diminuiranno e ad ogni aumento di livello dell'acqua le tessere già uscite saranno mischiate tra loro e rimesse in cima al mazzo, rendendo paurosamente prevedibile dove si andranno ad accanire le sfighe ludiche.
Il pregio migliore di forbidden island è la sua immediatezza (si lo so, sembra come quando chiedi ad un amico com'è la ragazza che ti vuole presentare e lui ti risponde simpatica.... Ma questa ragazza è davvero simpatica!). Sia i giocatori navigati sia i babbani sono immediatamente catapultati nel gioco che, una volta settato in maniera corretta il livello di difficoltà, regala una buona sfida per un 20-30 minuti.
Siamo di fronte ad un libro di Fabio Volo, uno di quei libri che hai preso e non ti ricordi neanche il perchè (maledette scatole metalliche che fanno leva sulla mia sindrome da acquisto compulsivo). Uno di quelli che lasci sullo scaffale per molto tempo e poi, un giorno, lo apri senza molta convinzione. Leggi le prime pagine e sei talmente pieno di pregiudizi che ad ogni parola/mossa ti ripeti che forse non valeva l'acquisto e che probabilmente non finirai nemmeno di leggerlo. Poi passano le partite/le pagine e trovi la prima battuta che ti fa sorridere e allora capisci che la tua aspettativa era sbagliata. Forbidden island è un gioco LEGGERO (ma non per questo banale, scontato o facile da battere) che non promette meccaniche innovative ma che si fa "leggere" con piacere.
Uno di quei giochi che una volta imparato ti fa sentire a casa ed è sempre pronto a regalarti una sfida veloce.
Forbidden Island è un gioco timido, comprensivo e paziente in una bellissima scatola metallica.



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